MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE
Ferrara - Italy

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Giornata Mondiale delle Zone umide
Sabato 17 febbraio 2018: esploriamo insieme le sponde del Primaro
logo internazionale Giornata Mondiale delle Zone UmideIn occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, celebrata ogni anno nel mese di febbraio, il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara organizza un BioBlitz aperto a tutti i cittadini, alla ricerca fotografica di chiocciole ed altri animali e piante in un'area golenale del Po di Primaro.

Materiale occorrente: tenuta da campo con scarponcini da escursione o stivali in gomma, guanti da lavoro o giardinaggio robusti. Smartphone e/o macchina fotografica digitale. Verrà usata la app per smartphone iNaturalist, scaricabile dal sito iNaturalist.

Logo World Wetlands Day 2018

Ritrovo: ore 9.30 presso il ponte della Via Rocchetta sul Primaro, alla confluenza fra Via Rocchetta e Via Rocca, 44°44'54.47"N, 11°39'12.59"E, parcheggio auto in zona. Lo spazio per il parcheggio è limitato, invitiamo alla condivisione dei mezzi.

In collaborazione con Associazione Terre del Po di Primaro, Associazione Naturalisti Ferraresi e Associazione Didò.

Il BioBlitz si inserisce nel programma di attività di citizen science coordinato dal Museo, in particolare CosMos, e contribuirà ad arricchire la banca dati fotografica del progetto Biodiversità del Delta del Po.

In caso di maltempo, l'evento verrà spostato a sabato 24 febbraio. La partecipazione è gratuita.


Per saperne di più
Il tema 2018 della Giornata, proclamata come ogni anno dal Bureau di Ramsar (Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale), è "Zone umide per un futuro urbano sostenibile": circa la metà della popolazione mondiale, ovvero 4 miliardi di persone, vive oggi nelle aree urbane e si pensa che questo numero aumenterà nei prossimi decenni. Logo Terre del Po di Primaro

Le zone umide urbane sono essenziali e contribuiscono a rendere vivibili le città, grazie alle mille funzioni che svolgono, fra cui mitigazione termica, depurazione delle acque, mitigazione idrologica, ricreazione.

Il Po di Primaro può essere considerato a tutti gli effetti una zona umida fondamentale per la sussistenza della città di Ferrara: grazie a questo fiume che si dirama dal Po di Volano, la città poté nascere ed espandersi, utilizzandolo come via d'acqua per gli scambi commerciali con le città della costa adriatica. Gradualmente, nei secoli, per una serie di vicende idrogeologiche, la sua navigabilità si ridusse, fino a quando, nel '700, la mano dell'Uomo gli tolse definitivamente lo sbocco diretto in Adriatico.

Il Primaro adesso è una sorta di bacino ad acque pressoché ferme, lungo circa 20 chilometri, che inizia in città ed attraversa verso sud un territorio ricco di storia, mantenendo con la città un rapporto strettissimo ma forse misconosciuto.

Logo Associazione Naturalisti FerraresiLe sue acque servono per l'irrigazione dei campi e ricevono il drenaggio delle acque meteoriche: in questa epoca storica di eventi climatici estremi, la sua presenza è fondamentale per mitigare gli effetti della siccità e per contenere le conseguenze delle precipitazioni eccessive.

Nel fiume si verificano ricchissime fioriture estive di piante, tutte considerate ormai rare e vulnerabili all'estinzione, come la castagna d'acqua (Trapa natans), la felce galleggiante detta "erba pesce" (Salvinia natans), l'erba ranocchia (Hydrocharis morsus-ranae), la genziana d'acqua (Nymphoides peltata): al di là dell'importanza conservazionistica di questa comunità acquatica, bisogna tener presente il suo lavoro di fitodepurazione, tanto che all'estremità del Primaro si trova una delle zone con la migliore qualità delle acque di tutta la provincia di Ferrara.

Lungo le sponde del Primaro vive una ricca avifauna: le tante specie presenti hanno fatto sì che l'antico fiume venisse incluso nella Zona di Protezione Speciale "Po di Primaro e Bacini di Traghetto", compresa nella rete ecologica europea Natura 2000.
Logo Associazione Didò
Il suo tracciato delimita ad ovest i confini del sito Unesco della città di Ferrara e del suo Delta. E i paesaggi che il Primaro può offrire a tutti i cittadini sono di una rasserenante suggestione.

Naturalmente, non mancano i problemi: come accade per tutte le acque dolci della Pianura Padana, sono presenti numerosissime specie esotiche invasive, dal siluro alla nutria, dal gambero rosso all'anodonta cinese, le acque sono fortemente arricchite di sostanza organica con conseguenti fenomeni di carenza di ossigeno sui fondali, mentre indagini recenti hanno segnalato valori preoccupanti di pesticidi.

Logo Servizio CivileLa profondità del fondale in alcuni punti si sta riducendo e numerosi alberi franano dalle sponde nel fiume, complicando così la realizzazione di progetti per la navigazione lenta e sostenibile.

Il Museo vuole arricchire le informazioni naturalistiche sul Primaro con l'aiuto dei cittadini, per conoscerlo meglio e quindi gestirlo meglio.




 

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