MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE
Ferrara - Italy

Sommario delle sezioni presenti in questa pagina:



Salta il menù principale e vai al menù delle sezioni in evidenza

Salta i contenuti e vai al login

Contenuti

Mura di Ferrara


La cinta muraria ferrarese con il suo vallo esterno, anticamente allagato per motivi di difesa ma soggetto anche attualmente a temporanei ristagni idrici che favoriscono specie di fauna e flora legate alle zone umide, rappresenta un importante presidio di biodiversità urbana.
La cinta delle Mura Estensi costituisce l’area verde urbana di Ferrara con la flora più importante e diversificata (Pellizzari et al., 2015). Queste sono state oggetto di studio prima e dopo il restauro (Piccoli, 1986; Piccoli & Pellizzari, 2003). Anche dopo il restauro conservativo (1988-1999) il complesso formato dalle scarpate delle Mura e dal Vallo, cioè la vasta depressione circostante un tempo allagata, annovera un elevato numero di entità floristiche. Risulta decisiva ai fini del’elevata biodiversità l’estensione del parco, lungo circa 9 km, e le molteplici orientazioni di questo circuito perturbano, che determinano diverse condizioni di insolazione. Si osserva una significativa ricchezza di habitat: scarpate fortemente acclivi, aree con esposizione meridionale ad elevato drenaggio e insolazione, aree drenate ma con esposizione settentrionale, altre aree esposte a nord con suoli umidi e ombreggiati. A questi caratteri fisici si aggiungono la produzione di biomassa e di humus degli alberi piantati lungo la cinta, la componente minerale generata dalla biodegradazione dei manufatti, la prossimità della falda nel Vallo. Una variabilità apparentemente trascurabile per chi è avvezzo ai gradienti altimetrici o geochimici degli ambienti collinari o montani, ma sufficiente al livello della scala ecologica di molte specie vegetali per ospitare, tra Mura e Vallo, una flora vascolare di circa 240 specie, che superano le 300 se si includono quelle volontariamente introdotte a scopo ornamentale. Il totale delle specie segnalate negli anni per la zona urbana di Ferrara è 771, le mura ospitano perciò il 39% delle specie di flora vascolare urbana. Inoltre, il calcolo di un indice di rarità delle specie ha prodotto il valore più elevato (92,5 contro un valore minimo di 0,5), ossia le mura sono la località urbana con il maggior numero di specie poco o per nulla rappresentate in altre zone della città. Tuttavia, numerose specie (159) non sono più segnalate da tempo in città e 23 sono probabilmente estinte: una verifica sulla flora della cinta muraria è auspicabile. Nel tempo, si è assistito alla comparsa di specie esotiche invasive, favorite dai fenomeni di globalizzazione che interessano tutto il pianeta.
Per quel che riguarda la fauna, in passato sono stati studiati nel dettaglio gli Insetti Coleotteri Carabidi (ground beetles) (Grillenzoni, 1990) e gli Eterotteri (Dioli, 1995), con raccolte che risalgono all'epoca antecedente il restauro delle mura. Anche per questi animali, l'elevata diversificazione di habitat ha consentito l'insediamento di numerose specie: 83 furono le specie di Eterotteri rinvenute su un totale di 149 raccolte in diverse località della provincia ferrarese, comprese alcune aree protette come il grande Bosco della Mesola; le specie di Coleotteri Carabidi furono invece circa 70, anche questo un numero di un certo riguardo. Da allora comunque non ci sono più state indagini sistematiche sulla componente faunistica delle mura e di aree limitrofe, se si eccettuano gli studi sui Ditteri Sirfidi (hoverflies) condotti dal Museo di Storia Naturale di Ferrara nel vicino parco urbano Bassani, studiato anche dall'Università di Ferrara. In questo momento tuttavia sono in corso campionamenti entomologici, avviati nel maggio 2017, attraverso trappola di Malaise nella zona denominata „Terraviva Biopastoreria“, un'area agricola di circa 5 ettari sopravvissuta all'urbanizzazione e situata all'interno della cinta muraria, alla quale è collegata da corridoi ecologici costiuiti da siepi e margini inerbiti di sentieri e piste ciclabili. Il terreno è di proprietà del Comune di Ferrara ed è dato in gestione ad agricoltori che, in questa porzione, adottano tecniche di coltivazione biologica. E' presente anche uno stagno artificiale utilizzato per l'irrigazione. La trappole installata si trova in linea d'aria a circa 500 metri dalle Mura. I campionamenti mirano ad ottenere indicazioni sulla presenza di Ditteri Sirfidi, in modo tale che sia possibile applicare un protocollo di valutazione dello stato di conservazione della biodiversità chiamato Syrph the Net. I dati di quest'area verranno confrontati con quelli di circa 20 altre località del Ferrarese studiate dal Museo negli ultimi anni (. In parallelo, verà studiata la componente ad Imenotteri Apoidei (api del miele, bombi ed altre api selvatiche), nell'ambito di uno studio che sta valutando la biodiversità degli Apoidei nelle altre località ferraresi studiate per mezzo dei campionamenti con trappola di Malaise, una tecnica di raccolta passiva idonea soprattutto alla cattura di Ditteri ed Imenotteri in quanto attivi volatori.
Per ciò che riguarda i Vertebrati è possibile stilare un breve elenco sulla base dell'esperienza personale dei ricercatori del Museo di Storia Naturale di Ferrara.
Qualche dato più preciso e documentato sulla fauna, oltre che sulla flora, viene progressivamente fornito dai progetti di citizen science ideati e cooordinati dal Museo nel territorio generato dall'evoluzione del Delta del Fiume Po, che prevedono sia monitoraggi diretti da parte del personale del Museo sia raccolta di osservazioni da parte dei cittadini. Il progetti sono diventati operativi nell'autunno 2016.


 

Login


 
 
 
codice XHTML 1.0 valido!codice XHTML 1.0 valido! icona livello di conformità AA, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0 - livello di conformità AA, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0